Come si svolge una seduta dal chiropratico

Se chiediamo a un passante per strada cosa fa un chiropratico, difficilmente avremo una risposta corretta. Questo accade perché sul chiropratico non si sa molto, e spesso viene sovrapposto e confuso con altre figure come l’osteopata o il fisioterapista (anche se c’è una grande differenza tra chiropratico e fisioterapista).
Vediamo insieme come si svolge una seduta dal chiropratico, dalle tempistiche ai test che potresti trovarti a fare. Dato che molte persone sono ancora convinte che a seguito di una seduta dal chiropratico si provi molto dolore, alla fine risponderemo anche a questa perplessità.
Come si svolge la seduta dal chiropratico
Innanzi tutto, rispondiamo alla domanda: esiste uno standard universalmente valido per come deve svolgersi la seduta dal chiropratico?
Poniamo la domanda perché spesso in Italia e in altri Paesi esistono purtroppo persone che si auto-proclamano chiropratici, senza in realtà aver svolto il percorso di formazione previsto dagli standard europei.
Quindi, la prima cosa da fare per un paziente che vuole sapere cosa gli capiterà in seduta è verificare che il chiropratico scelto sia iscritto ad esempio all’Associazione Italiana Chiropratici, e sia quindi un professionista certificato.
Se è così, in genere la seduta si svolge in un modo piuttosto standard.
Fasi generali di una seduta
1) Anamnesi
2) Test
3) Trattamento
4) Post-trattamento
Queste fasi sono generali e riguardano qualsiasi seduta dal chiropratico. Ogni professionista, a seconda della propria esperienza, delle proprie specializzazioni ma anche dal paziente che ha di fronte e dalla sua storia, valuta quanto tempo dedicare a ciascuna fase.
Proprio per la grande variabilità delle tempistiche, vorrei parlare del mio metodo di lavoro personale, che ho perfezionato adeguandolo nel tempo.
Le fasi della seduta – dettagli
1) Anamnesi: 5-10 minuti. Durante questa fase il chiropratico guarda i documenti sanitari precedenti del paziente, ad esempio le risonanze, gli esami strumentali, i vari test già svolti o i trattamenti farmacologici in corso e passati;
2) Test: a questo punto il chiropratico inizia una serie di test neuro-ortopedici, atti a valutare la funzionalità dei nervi. Io personalmente traggo molti spunti dal mio percorso di fisioterapista e dai miei studi di neurologia. L’ideale è infatti svolgere non solo dei test funzionali (il classico “solleva questo oggetto e vediamo cosa succede”), ma anche dei test visivi oculari-vestibolari e dei test di equilibrio. Il nostro sistema neurologico infatti ci consegna moltissime informazioni, che un chiropratico con opportuna formazione può interpretare, perché il suo obiettivo è proprio andare a vedere perché i nervi non sono funzionali;
3) Definizione dell’obiettivo: si lavora sempre per un obiettivo. Per questo il chiropratico, una volta stabilita la situazione di partenza del paziente, dovrebbe verificare insieme al paziente quale sia l’obiettivo finale del trattamento chiropratico. Migliorare la funzionalità muscolare/ossea, ad esempio, oppure semplicemente rimuovere un certo dolore, magari in ottica di tornare a svolgere un’attività fisica specifica. Attenzione, perché l’attività fisica non riguarda solo gli sportivi e chi vuole mettersi in forma: il paziente potrebbe infatti avere una compromissione della vita quotidiana e aver bisogno di risolvere un dolore che impedisce di svolgere attività anche molto semplici.
A questo punto io di norma concludo la prima seduta, che è durata all’incirca un’ora. Sono nelle sedute successive inizierò il trattamento vero e proprio, che consiste in una serie di manipolazioni.
Infine, la fase più importante per il proprio benessere fisico è quella del post-trattamento.
Post-trattamento chiropratico
Il benessere fisico e la funzionalità articolare non si mantengono gratis. È necessario continuare a coltivare il proprio benessere con una serie di esercizi o abitudini, tra cui anche le abitudini posturali. Il chiropratico consiglia questo tipo di esercizi, o indirizza il paziente da una figura professionale in grado di aiutare il paziente in questa modifica del proprio stile di vita futuro.
Solo combattendo con le cattive posture e le cattive abitudini, come la sedentarietà e l’atrofia di alcuni muscoli, possiamo combattere il dolore nel tempo.
Una seduta dal chiropratico è dolorosa?
Domanda molto comune. È possibile che una persona con la schiena infiammata tema molto la manipolazione chiropratica, perché teme un aggravarsi del dolore, o peggio dei picchi sgradevoli di dolore acuto.
In realtà la manipolazione chiropratica non dovrebbe provocare dolore, al massimo in alcuni casi un leggero fastidio.
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i studio, didattica e consulenza professionale, nei servizi sanitari ed in quelli dove si richiedono le sue competenze professionali; attraverso la formazione complementare, integra la formazione di base nel corso della sua carriera professionale. L’attività professionale viene svolta in strutture sanitarie, pubbliche o private come anche le farmacie, in regime di dipendenza o come libero professionista. La World Confederation for Physical Therapy (WCPT) è l’organizzazione internazionale che rappresenta i fisioterapisti nel mondo, promuovendo l’attività professionale. La WCPT è membro della WHPA (alleanza mondiale delle professioni sanitarie) insieme alle altre organizzazioni che rappresentano i fisioterapisti, gli infermieri, i medici e i dentisti. L’8 settembre è la giornata mondiale della fisioterapia.
Una risposta.
[…] Se hai delle radiografie che “fotografano” il tuo problema al collo o alla schiena, abbi cura di portarle con te alla prima seduta dal chiropratico! […]