Cos’è la valutazione funzionale in chiropratica e fisioterapia

Uno dei concetti fondamentali della fisioterapia, ma anche della chiropratica, è valutazione funzionale. Ne hai sentito parlare e ti piacerebbe approfondire? Oppure vorresti capire se in questo momento ne hai bisogno?
Se è il secondo caso, contattami direttamente e facciamo un controllo personalizzato!
Qui di seguito approfondiamo il concetto e cerchiamo di capire cosa si intende quando si dice valutazione funzionale.
Che cos’è la valutazione funzionale
La valutazione funzionale gioca un ruolo cruciale nel processo di riabilitazione. Il termine si riferisce al processo continuo di valutazione del paziente per monitorare i progressi, trovare eventuali cambiamenti nello stato funzionale e adattare il piano di trattamento di conseguenza. A volte sentirai parlare anche di “rivalutazione funzionale”: si intende molto semplicemente una valutazione funzionale svolta a un certo punto di un percorso riabilitativo.
Grazie alla valutazione funzionale, fisioterapisti e chiropratici possono creare un trattamento personalizzato e basato sull’evidenza.
Obiettivi della valutazione funzionale
Innanzitutto, una valutazione funzionale può valutare l’efficacia del trattamento nel tempo per assicurare che il paziente si stia muovendo verso i suoi obiettivi di riabilitazione.
Può anche rilevare nuove questioni o complicazioni che possono emergere durante il corso della riabilitazione, il che porta a cambiare le tecniche di trattamento, gli esercizi o gli obiettivi in base ai progressi o ai cambiamenti nello stato di salute del paziente.
Metodologie della valutazione funzionale
Abbiamo diversi metodi, che variano da una professionalità all’altra (ci sono differenze tra fisioterapista e chiropratico)
Abbiamo ad esempio delle valutazioni specifiche per misurare la capacità del paziente di eseguire determinate attività o movimenti.
Oppure, l’utilizzo di strumenti e tecnologie per quantificare la forza muscolare, l’ampiezza del movimento, l’equilibrio, e altre metriche funzionali – e qui ad esempio se si tratta di macchinari elettromedicali, stiamo parlando solo di fisioterapisti.
Poi, bisogna misurare l’intensità del dolore e del suo impatto sulle attività quotidiane del paziente.
Ma soprattutto, basarsi anche sull’autovalutazione del paziente, tramite questionari o diari che gli consentono di fornire feedback sulla propria percezione del progresso, del dolore e della funzionalità.
L’importanza di comunicare
Un professionista sanitario, che si tratti di fisioterapista, chiropratico o osteopata, non è solo una macchina che sforna trattamenti.
Il paziente di fronte a noi è una persona, e come tale va non solo informata del trattamento, ma anche seguita nel tempo. Bisogna fare sempre informazioni chiare sullo stato di avanzamento, sui cambiamenti nel piano di trattamento e sull’importanza della collaborazione, da parte del paziente!
La ripresa ottimale e la fine del dolore, senza recidive, sono un risultato che si raggiunge insieme.

i studio, didattica e consulenza professionale, nei servizi sanitari ed in quelli dove si richiedono le sue competenze professionali; attraverso la formazione complementare, integra la formazione di base nel corso della sua carriera professionale. L’attività professionale viene svolta in strutture sanitarie, pubbliche o private come anche le farmacie, in regime di dipendenza o come libero professionista. La World Confederation for Physical Therapy (WCPT) è l’organizzazione internazionale che rappresenta i fisioterapisti nel mondo, promuovendo l’attività professionale. La WCPT è membro della WHPA (alleanza mondiale delle professioni sanitarie) insieme alle altre organizzazioni che rappresentano i fisioterapisti, gli infermieri, i medici e i dentisti. L’8 settembre è la giornata mondiale della fisioterapia.